scena

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scaena

A temporary building or booth for players behind the acting area in the ancient theater; later the permanent back building of the theater.
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Occorre pertanto avere una particolare attenzione al luogo in cui il Principe viene a trovarsi aH'interno del teatro, in modo che la voce di chi parla sulla scena arrivi a lui estremamente chiara, sia in modo diretto sia riflesso.
Si tratta non gia di una scrittura "per" la scena ma di una scrittura "di" scena, la cui sedimentazione su carta non deriva da una drammaturgia preventiva, antecedente rispetto alia successiva realizzazione performativa e subordinata all'istanza ordinatrice dell'Autore-demiurgo, ma scaturisce semmai da un processo "consuntivo" per cui la drammaturgia approda ad una forma stabile, fissata su carta, solo dopo essere stata verificata sulle assi del palcoscenico (cfr.
E anche il caso dell'atto unico Acqua salata: il testo della piece, risalente al 1917, e stato oggetto di interpolazioni successive come l'allusione, all'inizio della scena quinta, alla tassa sul celibato introdotta nel febbraio dei '26 dal Regime fascista.
In merito all'improvvisazione ed allo slittamento di Petrolini, sempre Alfredo Polacci rammenta la straordinaria <<imprevedibilita da Lui osata davanti a una platea>> per cui talvolta l'attore-autore poteva prendere <<di petto persino il suggeritore, togliendogli di dosso la cuffia della buca per presentarlo al pubblico e tirarlo sulla scena, facendogli poi suggerire il resto della commedia li, in piedi>> (Polacci: 30).
Ancora nel Nerone, l'attore-autore inserisce persino alcune allocuzioni dirette alla sala, come nella scena settima quando, spogliandosi d' improvviso dei ruolo di Nerone ed agendo in qualita di <<capocomico>>, con una certa compiacenza autoironica la notare agli spettatori la bravura degli interpreti della propria compagnia nell'eseguire un coretto: <<Queste voei interne le fanno proprio bene>> (Nerone: 88).
Non a caso, per connotare ed individualizzare i personaggi evocati, oltreche di modificazioni della mimica e della vocalita, della gestualita e della stessa postura, Petrolini si serve anche del trucco e del costume, magari utilizzando oggetti di scena elementari e minimali come nel caso esemplare degli occhi posticci ed il naso di cartone di Fortunello (1914).
Io, sulla scena, porto tutto quello che nella vita ho osservato e .
II fil rouge della rivista e offerto dalle vicende politiche internazionali, relative alla Grande Guerra: in una scena allusiva che raffigura un fantomatico Hotel Europeo, in un tourbillon festante di coreografie e coretti musicali, si fronteggiano e minacciano reciprocamente le varie personalita politiche dell'epoca (come Memmone, parodia di Guglieimo II, imperatore di Germania; o Cecco-Peppe, parodia di Francesco Giuseppe I, imperatore d'Austria) e le personificazioni del diversi Stati coinvolti nel conflitto, fino alla patriottica apoteosi finale in cui si auspica la conquista di Trieste ed il successo militare italiano.
Nel caso esemplare del Nerone, la partitura drammaturgica deriva--come anticipato--da una sorta di "dilatazione" della macchietta dell'Antico romano: dopo che le prime tre brevissime scene hanno rievocato la corruzione e la vacuita della corte di Nerone (per cui la satira di Petrolini si indirizza, in primo luogo, verso quella visione agiografica della romanita che soprattutto il cinema contemporaneo aveva elaborato e diffuso, e per estensione verso la retorica ed il trasformismo delle classi dirigenti dell'Italia liberale), il protagonista eponimo della piece entra in scena <<in una lettiga portata da schiavi>> (Nerone: 81) e si esibisce in un lungo monologo che rielabora e "farcisce" il testo della macchietta originaria con nuove battute e freddure.
La stessa dialettica tra protagonista e spalla si rileva anche nella scena ottava dei Nerone, in cui il discorso dell'imperatore romano--finalizzato a blandire il popolo perche <<basta che lo fai diverti [che] il popolo e tuo>> (Nerone: 89)--e interrotto dalla celebre gag del "bravo/grazie": l'intervento della spalla surrealizza il monologo del protagonista, finendo per svelare la vacuita del Potere ma, al contempo, la faciloneria e la credulita popolare, secondo quella poetica irriverente e derisoria che anima la produzione di Varieta di Petrolini e per cui il comico romano di rado si limita a schernire solo bersagli estemi alla sala, ma--come in una drammaturgia "allo specchio" -- offre un lucido ritratto dei vizi del suo stesso pubblico.
Escludendo le scene conclusive, in cui si realizzano aggregazioni corali con canti e danze, i dialoghi avvengono per lo piu tra due (o tre) personaggi: il protagonista interpretato da Petrolini e varie spalle che, a turno, interagiscono col "mattatore" mentre gli altri attori del cast sono nella sostanza relegati a spettatori sul palco (51) (per di piu, a livello visivo-performativo, i personaggi interpretati da Petrolini erano di solito illuminati da un riflettore che li seguiva sulla scena durante tutta la rappresentazione, mentre i suoi interlocutori restavano per lo piu in penombra).
Cosi, in Gastone, la satira del protagonista--qui assunto a rappresentante della degenerazione e dissolutezza dei teatro minore e, per estensione, dell'intera civilta della Belle Epoque--trova adeguata corrispondenza in un plot che culmina con la demistificazione (e quindi l'abbassamento grottesto) dell'oggetto della derisione stessa: Gastone, infatti, esce di scena in stato di arresto per il furto di un braccialetto, dopo aver progressivamente svelato la propria vera identita di <<mascalzone>> al di sotto della maschera dell'elegante e seducente divo di Varieta.