Paul the Deacon

(redirected from Paolo Diacono)

Paul the Deacon,

c.725–799?, Lombard historian. He received a good education, probably at Pavia, and he learned Latin thoroughly and some Greek. He lived at Monte Cassino and at Charlemagne's court. His first work was a continuation of the Roman history of Eutropius through Justinian. He also wrote a history of the diocese of Metz, a source for information about the early family of Charlemagne. Paul's chief work is a history of the Lombards, drawn from sources now lost, covering the last half of the 6th, the 7th, and the first half of the 8th cent. It is one of the oldest histories of a Germanic nation by a German. He also wrote homilies, poems, and a commentary on the Benedictine rule. He is frequently called by his Latin name, Paulus Diaconus.
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Pertanto, una prima fascia di pubblico individuera nel richiamo a Paolo Diacono il luogo di intersezione tra testo e storia, tra esperienza e fictio, e riconoscera nella pestilenza il necessario ingrediente per il dipanamento di una comedia, con un inizio orribile ed un esito felice.
Quando Boccaccio traccia il quadro della peste che colpi Firenze nel 1348, il testo su cui modella la descrizione degli effetti esiziali del morbo sui corpi umani e in genere su tutta la natura e l'apocalittica narrazione di Paolo Diacono relativa alla pestilenza sviluppatasi in Italia durante la guerra fra longobardi e bizantini (Historia Langobardorum II, 4-5).
Paolo Diacono e fonte certamente necessaria ma forse non sufficiente ad esaurire le risonanze dell'attacco narrativo del Decameron.
Anche se la distanza dal vocabolo luctus preferito da Paolo Diacono non e certamente abissale, la scelta e tanto piu significativa quanto piu motivata da considerazioni etimologiche che si estenderanno anche ad altre zone del testo.
Anche il dettaglio tematico evidenziato al punto 2, l'odore contaminante dei cadaveri, e assente da Paolo Diacono mentre vi insiste la descrizione di Boccaccio.
La divergenza dalla fonte primaria e ancora una volta determinante: Boccaccio, come Livio, costruisce un legame a tre a fronte di una struttura per cola paralleli adottata da Paolo Diacono, erat autem ubique luctus, ubique lacrimae.
10) Non e forse privo di significato il dettaglio che, in Paolo Diacono, la campagna si trasformi per effetto della pestilenza in un immenso cimitero e le fiere si sostituiscano agli esseri umani nelle loro abitazioni.
Il rapporto di compenetrazione e subordinazione di Livio e Paolo Diacono non e casuale: collocandosi su due livelli diversi, le due fonti storiche invitano alla lettura un diverso tipo di pubblico e ne guidano le scelte interpretative.
10) Le indicazioni topografiche di Paolo Diacono sono tutte non-urbane: pascua, villae, castra, rus (ma anche sata e vinea); in Boccaccio al contado e dedicata una parentesi, subordinata, nella "coda" dell'"Introduzione" (43-46).
1546) non e possibile identificarli: si tratta infatti di corruzione del testo di Paolo Diacono (Historia Longobardorum, VI, 20) in cui si parla di Aripertus e di Liupertus.