evase

(redirected from evadere)
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evasé

Opened out, flared.
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Percio lei manifestava sofferenza di tali condotte i cui effetti risultavano anche dai forti sbalzi di umore che aveva anche nei miei confronti>> (4/124), in lucem ponit signa deordinationis personalitatis mulieris explicando <<Laetitia all'epoca, come accennato precedentemente, aveva un carattere ballerino con i suoi sbalzi umorali>> (5/124), dein asserit <<lei aveva difficolta a relazionarsi con il proprio ambiente familiare al punto che appena dodicenne scappo di casa e vedevo che anche con me manifestava intenzioni di evadere dal proprio ambiente familiare nel quale si sentiva soffocare e che capiva che le andava stretto>> (5/125).
Tessari postulates that 'L'Ideale, in questi scrittori [gli scapigliati], non e una meta, ma un pretesto per evadere dal reale verso fantasticherie consolatorie: l'esotismo, lo spiritismo, lo psicologismo morboso, ecc.
Sic quilibet homo humilis qui designatur per Ulixem poterit evadere illas tres Syrenes.
Tra questi una certa insicurezza e sfiducia nel proprio tempo, che lo porta ad evadere in mondi fantastici, tratti che egli rivede nell'autore del Furioso tanto da dire : "tra tutti gli autori della nostra tradizione, quello che sento piAaAaAeA vicino e nel stesso tempo piAaAaAeA oscuramente affascinante AaAaAeA?
135, certo incapax ita evadere videatur ut ipsius regiminis continuado in damnum Praelaturae practice converteretur, tunc Vicarius auxiliaris eligi a Congressu potest in quem omnia Praelati iura et officia, excepto tamen titulo, transferantur; electus confirmationem electionis a Sancta Sede per se vel per alium petere debet>> (Statuta, n.
Avventurandosi fra i "gironi" (211) di quest'isola, lo scrittore si trova di fronte a una "ressa dantesca" di "anime umane" (209) "terribilmente infelici" (211), che "accorrono, sciamano" (210) intorno a lui per evadere dal "devastante ozio" che li "tortura" e "li fa ammattire;" e prova un senso di "raccapriccio" nell'osservare uno di loro che "pare gia pazzo davvero; con gli occhi schizzati di sangue, con le parole che gli si rompono" (212).